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“Malformazione uterina complessa, chirurgia ricostruttiva e gravidanza in corso”

Malformazione uterina complessa, chirurgia ricostruttiva e gravidanza in corso

Estratto:

Paziente di 33 anni con unamalformazione uterina complessa che richiedeva un approccio integrale per poter ottenere una gravidanza sicura. Il caso presenta una complicazione aggiuntiva dovuta a un precedente intervento chirurgico, che altera l’anatomia e il quadro clinico.

Anamnesi:

Donna di 33 anni con sterilità primaria da un anno. Ciclo mestruale regolare, non abbondante, non doloroso. Solo un ovaio funzionante. Da giovane aveva mestruazioni regolari, dolorose e invalidanti che l’hanno portata più volte al pronto soccorso. Assume pillole anticoncezionali da un anno.

Non ha effettuato trattamenti precedenti

Diagnosi:

Viene effettuato un nuovo studio completo mediante

  • Ecografia ginecologica ad alta risoluzione.
  • Risonanza magnetica pelvica.
  • Isteroscopia diagnostica.

Tutto ciò porta alla conclusione che la paziente presenta: una malformazione congenita chiamata utero unicorne, con un residuo uterino sinistro privo di sbocco verso la cervice. Ogni mese, il sangue mestruale rimaneva intrappolato in quella cavità chiusa, generando:

  • Dolore intenso.
  • Infiammazione progressiva.
  • Sviluppo di adenomiosi secondaria.

Piano terapeutico:

Viene elaborato un piano terapeutico che deve soddisfare due obiettivi:

  1. Risolvere definitivamente il problema anatomico e il dolore
  2. Preservare e ottimizzare la futura capacità riproduttiva

Per questo motivo, strutturiamo il trattamento in tre fasi.

Fase 1: Conservazione degli embrioni prima dell’intervento chirurgico

La strategia è stata tracciata partendo da un buon risultato embrionale: sono stati ottenuti 13 ovociti, da cui sono stati ricavati 3 embrioni cromosomicamente normali analizzati tramite PGTA e 1 mosaico di basso grado.

Questo ci ha permesso di disporre di embrioni sani prima di intervenire chirurgicamente sull’utero, aumentando la sicurezza e riducendo i rischi successivi.

Fase 2: Chirurgia ricostruttiva ad alta complessità

È stata eseguita una chirurgia laparoscopica avanzata.

  • Resezione completa del corno rudimentale sinistro (emi-isterectomia sinistra).
  • Salpingectomia destra.
  • Pessia ovarica sinistra.

Perché era necessario questo intervento?

  • Per eliminare la cavità in cui si accumulava il sangue.
  • Per arrestare la progressione dell’adenomiosi.
  • Per lasciare un utero anatomicamente sicuro per la gestazione.

Fase 3: Ottimizzazione isteroscopica

Mesi dopo, abbiamo eseguito un’isteroscopia chirurgica, un intervento di microchirurgia uterina riparativa guidato per:

  • Ampliare leggermente la cavità dell’utero unicorne, migliorarne la distensibilità e la funzionalità

Questo passaggio è fondamentale nei casi complessi: non basta rimuovere la malformazione, è necessario preparare l’utero a ricevere un embrione.

Fase 4: Preparazione endometriale con trasferimento embrionale

Dopo sei mesi di recupero post-operatorio e una preparazione endometriale altamente personalizzata:

  • Abbiamo trasferito un unico embrione cromosomicamente normale.
  • Si è ottenuto l’impianto.
  • La gravidanza è proseguita correttamente.
  • Dimissione ostetrica.

Conclusione

All’Equipo Juana Crespo trattiamo l’infertilità complessa da una prospettiva globale:

  • Diagnosi anatomica avanzata.
  • Chirurgia ginecologica ricostruttiva specializzata.
  • Trasferimento nel momento ottimale.

Questo caso dimostra che, anche in presenza di una grave malformazione uterina con adenomiosi secondaria, è possibile ottenere una gravidanza che procede regolarmente quando il trattamento è correttamente sequenziato e personalizzato.

+34 961 042 557