Chirurgia
“Neonato a termine dopo occlusione tubarica con tecnica di Tissel in una paziente con idrosalpinge bilaterale”
Estratto
Presentiamo il caso di una paziente di 33 anni, a cui era stata diagnosticata e trattata una enterocolite necrotizzante con numerosi interventi chirurgici e cicatrici addominali retrattili.
Alla paziente era stata diagnosticata un’idrosalpinge bilaterale, con un utero affetto da miomi e in retroversione, che presentava un elevato rischio chirurgico per qualsiasi intervento.
Per questo motivo, la strategia proposta prevedeva un intervento chirurgico in due fasi mediante isteroscopia: una per correggere l’utero arcuato e una seconda per eseguire un blocco tubarico mediante Tissel.
La chirurgia mininvasiva ha permesso di superare un quadro clinico complesso che, insieme al trattamento di donazione di ovociti, ha consentito di ottenere una gravidanza a termine con un neonato sano.
Anamnesi:
La paziente, di 33 anni, presentava un’anamnesi clinica particolarmente complessa. Era nata prematura, alla 29ª settimana di gestazione, ed era stata sottoposta a diverse laparotomie a seguito di una enterocolite necrotizzante.
Questi interventi comportavano un elevato rischio chirurgico, per cui qualsiasi nuovo intervento chirurgico nella zona addominale o pelvica doveva essere valutato con estrema cautela e precludeva la possibilità di eseguire una prelievo di ovociti.
Inoltre, presentava un idrosalpinge bilaterale diagnosticato, sebbene l’approccio chirurgico usuale per questa patologia fosse sconsigliato a causa delle possibili complicanze.
Prima di rivolgersi al nostro centro, si era sottoposta a due cicli di donazione di ovociti. Nel primo si è verificato un blocco embrionale senza che si potesse procedere al trasferimento. Nel secondo ciclo sono stati effettuati due trasferimenti embrionali: il primo ha portato a una gravidanza conclusasi con un aborto, mentre il secondo, in cui sono stati trasferiti due embrioni, non ha portato a una gravidanza.
Diagnosi:
Bassa riserva ovarica, idrosalpinge bilaterale, utero arcuato con miomi intramurali.
Dopo una prima visita è stata diagnosticata una bassa riserva ovarica, ovaie di difficile accesso a causa dei precedenti interventi chirurgici e un indice di massa corporea elevato.
Inoltre, l’esame ha confermato la persistenza dell’idrosalpinge bilaterale e la presenza di un utero arcuato.
Era necessario correggere queste condizioni; tuttavia, i precedenti chirurgici della paziente rendevano sconsigliabile l’approccio chirurgico convenzionale per l’idrosalpinge.
Strategia terapeutica:
- Approccio tramite isteroscopia dell’utero e delle tube in due fasi
- Isteroscopia chirurgica per la correzione dell’utero arcuato
- Isteroscopia minore per l’occlusione tubarica con Tissel
- Trattamento di donazione di ovociti con abbinamento genetico
Piano terapeutico
Una volta definita la strategia per questa paziente che, per età e per preferenze, aveva manifestato il desiderio di diventare madre di più di un figlio, abbiamo avviato l’intero processo.
A causa della scarsa riserva ovarica, è stato avviato il trattamento di donazione di ovociti effettuando un abbinamento compatibile con la coppia.
Parallelamente è stato pianificato un trattamento chirurgico in due fasi mediante isteroscopia.
In un primo intervento è stata corretta la malformazione uterina per correggere l’utero arcuato e preparare così l’anatomia della cavità in vista del trasferimento embrionale, con l’obiettivo di ottimizzare i risultati.
Successivamente è stata eseguita una seconda procedura volta a occludere entrambi gli osti tubarici, aperture che collegano la cavità uterina alle tube di Falloppio, mediante l’applicazione di Tissel. Si tratta di un adesivo biologico a base di fibrina che consente di sigillare le tube dalla cavità uterina e impedire il passaggio del liquido proveniente dall’idrosalpinge.
Questa tecnica rappresenta un’alternativa minimamente invasiva per quelle pazienti in cui l’accesso laparoscopico comporta un rischio elevato o è controindicato.
Trasferimento embrionale ed evoluzione
A seguito dei risultati positivi dell’abbinamento genetico tra la donatrice di ovociti e la coppia della nostra paziente, si è proceduto alla donazione ottenendo 12 ovociti MII che, dopo la fecondazione, hanno dato origine a 8 embrioni in D5, ovvero 8 blastocisti.
Una volta superato l’intervento chirurgico, è stata avviata la preparazione endometriale in ciclo naturale con trasferimento di un singolo embrione (SET), che ha portato a una gravidanza in corso di sviluppo.
La gestazione è proseguita favorevolmente fino alla 38ª settimana, quando è stato eseguito un taglio cesareo programmato che ha portato alla nascita di un neonato sano a termine.
Conclusione
Questo caso evidenzia l’importanza dipersonalizzare il trattamento riproduttivo quando le circostanze cliniche impediscono di seguire le strategie convenzionali.
Il blocco isteroscopico delle tube mediante adesivi biologici costituisce un’opzione terapeutica in grado di eliminare l’effetto deleterio dell’idrosalpinge senza necessità di chirurgia addominale, consentendo di migliorare le possibilità di impianto e di ottenere una gravidanza a termine anche in pazienti con anamnesi estremamente complesse.
Questo caso dimostra come la combinazione di una pianificazione personalizzata, tecniche minimamente invasive e un approccio multidisciplinare possa offrire soluzioni riproduttive laddove altre strategie avevano fallito.
