Chirurgia
“Preservazione della fertilità in una paziente con utero miomatoso gigante”
Estratto
Il team della Juana Crespo, clinica di riproduzione assistita ad alta complessità, presenta il caso di una paziente di 38 anni affetta da unutero miomatoso gigante, alla quale era stata indicata l’isterectomia come unica opzione, poiché i miomi multipli deformavano completamente la cavità endometriale e rendevano impossibile una gravidanza.
Il team di specialisti multidisciplinare ha progettato un approccio conservativo che includeva la FIV (fecondazione in vitro) con vitrificazione embrionale, miomectomia laparotomica, miomectomia isteroscopica e successiva preparazione endometriale. Infine, si è ottenuta una gravidanza in corso. Questo caso dimostra la fattibilità di strategie riproduttive conservative in situazioni anatomicamente complesse.
Introduzione
I miomi uterini costituiscono la neoplasia benigna più frequente dell’apparato riproduttivo femminile e possono compromettere la fertilità a seconda del loro numero, delle dimensioni e della localizzazione. Nei casi di uteri miomatosi giganteschi, a molte pazienti viene proposta come unica opzione terapeutica l’isterectomia, il che rende impossibile qualsiasi opzione riproduttiva futura.
Presentiamo il caso di una paziente di 38 anni che si è rivolta alla nostra clinica di riproduzione assistita richiedendo alternative conservative con l’obiettivo di mantenere il suo potenziale riproduttivo.
Anamnesi
- Paziente di 38 anni.
- Desiderio di gravidanza
- In altri centri le era stata offerta solo l’isterectomia a causa delle dimensioni dei miomi e della complessità chirurgica.
Piano terapeutico
Primo passo: preservare la fertilità tramite FIV e vitrificazione embrionale
Prima di sottoporre l’utero a chirurgia ricostruttiva, abbiamo effettuato:
- Stimolazione ovarica
- Fecondazione in vitro
- Vitrificazione degli embrioni per garantire il potenziale riproduttivo futuro
Miomectomia laparotomica: ripristino dell’anatomia
Le dimensioni dell’utero hanno reso necessario un approccio chirurgico a cielo aperto. All’apertura della cavità addominale, è stato osservato un massiccio conglomerato di miomi, responsabile della deformità addominale visibile nel preoperatorio.
L’intervento ha permesso di asportare molteplici masse miomatose e di ripristinare la forma generale dell’utero, preservandone al contempo la funzionalità.
Seconda fase: miomectomia isteroscopica
Dopo il recupero, abbiamo eseguito un intervento isteroscopico per rimuovere i residui sottomucosi e ottenere una cavità endometriale funzionale.
Risultato finale: una gravidanza in corso
Dopo aver adeguatamente preparato l’endometrio, è stato trasferito uno degli embrioni vitrificati. Il risultato è stato una gravidanza in corso, a conferma del successo dell’approccio conservativo.
Questo caso dimostra che, anche in presenza di un utero miomatoso gigante, è possibile evitare l’isterectomia e preservare la capacità riproduttiva quando si lavora con un team specializzato in riproduzione e chirurgia ginecologica avanzata.
Innovazione nell’approccio terapeutico:
Questo caso evidenzia:
- L’importanza di un approccio multidisciplinare tra chirurgia e riproduzione assistita.
- Che anche in casi estremi di utero miomatoso gigante, la conservazione dell’utero è possibile.
- L’utilità della vitrificazione embrionale per proteggere la fertilità durante processi chirurgici complessi.
- Che la miomectomia sequenziale (laparotomica e isteroscopica) può ripristinare la funzionalità uterina.
Conclusioni
La combinazione di tecniche di riproduzione assistita e chirurgia conservativa ha permesso di evitare l’isterectomia e di ottenere una gravidanza in una paziente con un utero miomatoso gigante. È essenziale offrire alternative conservative in centri specializzati.